Sigma SD 15 vs EOS 1000d: una sfida tra sensori Bayer e Foveon “oldgen“ , a Crespi d’Adda
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Sigma SD 15 vs EOS 1000d: una sfida tra sensori Bayer e Foveon “oldgen“ , a Crespi d’Adda.

Alcune settimane acquistai un esemplare di Sigma SD15, per poter sperimentare con il mitico sensore Foveon. Il benchmark di riferimento non poteva che essere la mia attuale EOS 1000d, una buona reflex che per epoca e megapixel si presta particolarmente al confronto. Il luogo della sfida: Crespi d’Adda.

Prima la teoria:
Sensore Bayer e sensore Foveon, due filosofie a confronto.

Il sensore Bayer

La fotografia digitale come la conosciamo oggi, presso il grande pubblico è fatta dal sensore detto Bayer, utilizzato in quasi tutte le ‘digitali’ da 20 anni a questa parte. Il sensore Bayer prende il nome da Bryce Bayer, ricercatore della Kodak, azienda lo produsse per prima.

Il sensore CCD o CMOS Bayer è composto da una griglia di pixel, organizzata a gruppi di 4 pixel ognuno sensibile a un particolare colore primario RGB: più precisamente il 25% dei pixel sono blu, il 25% sono rossi, il 50% è verde, questa proporzione perché l’occhio umano è più sensibile a quest’ultimo.

In pratica l’immagine registrata è composta da su una sorta di mosaico 4 punti: per definire 1 pixel-output servono 4 pixel-diodo: noi non ce ne accorgiamo perché già “in camera” avviene la demosaicizzazione, ad opera di un filtro, insieme ad una lavorazione antialiasing via software. Il risultato finale è un normale file bitmap formato da pixel colorati che tutti conosciamo e visualizziamo su computer.

 

Il sensore Foveon

Come pochi sanno, alcune fotocamere in circolazione sono dotate di un sensore concettualmente diverso: il sensore Foveon.
Questo tipo di sensore è molto simile allo schermo di una televisione, osservata in modo ravvicinato: ogni pixel-output è anche un pixel-diodo, ovvero ogni singolo pixel può registrare uno qualsiasi dei colori RGB da 0 a 255.
Non è necessario riorganizzare i pixel a gruppi di 4 (demosaicizzazione), o applicare filtri antialiasing.

Il nome Foveon, deriva da “Fovea Centralis” importante parte anatomica dell’occhio. Foveon inc è il nome dell’unica azienda che produce questo tipo di sensori, frutto delle ricerche di Caltech, fisico e ingegnere informatico, e del professor Carver Mead.

Il Sensore Foveon è strutturalmente molto diverso dal Bayer e simula in modo ravvicinato il funzionamento delle pellicole a colori che tutti usavamo prima dell’avvento della fotografia digitale: tre diversi strati di pixel-diodoimpilati verticalmente registrano informazioni sul colore. Il risultato è che ogni pixel-output presente nel sensore registra il 100% del colore.

Il file che si ottiene è un file bitmap, ma senza demosaicizzazioni o filtri applicati in camera. Ho notato che i file x3F — il RAW di Sigma — contengono parecchie informazioni grezze per il recupero delle luci e delle ombre, un po’ di più rispetto a un normale RAW.

 

Le due reflex

EOS 1000d, la baseline.

Canon EOS 1000d on stone

La Canon EOS 1000D è stata la mia fidata reflex dal 2009. Lanciata a giugno 2008 è la prima entry-level di Canon’
Come spesso avviene per il primo modello di una linea di prodotti, Canon stata generosa, considerando il prezzo: sensore CMOS da 10 MP, velocità di scatto continuo di 3 fps, Sistema AF a 7 punti, sensibilità ISO da 100 a 1600 e velocità di scatto da 30 secondi a 1/4000 s.

Nella prova abbino l’obiettivo Canon 28–80 USM IV, una lente in realtà da full frame, molto veloce nella messa a fuoco e piuttosto nitido.
Come pecca ha colori tendenzialmente slavati, e una tendenza all’ABL orizzontale.

Questa reflex ha vinto il premio EISA Award 2008–2009 come Best product: entry level camera. Non sottovalutiamola, scattando in RAW può produrre ottime foto.

La 1000d ha esattamente quanto basta per fare fotografia.

 

Sigma SD15

La Sigma SD 15, mostrata in anteprima nel 2008, poi distribuita dal giugno 2010, è la quarta reflex digitale prodotta da Sigma.
Al suo cuore c’è la seconda generazione di sensore Foveon X3, sensore da 4,7MP annunciato da Sigma come un 15MP.
La reflex ha un corpo macchina professionale di medie dimensioni e buona ergonomia, autofocus a 5 punti AF disposti a croce, sensibilità ISO da 50 a 3200, velocità di scatto da 2 minuti a 1/4000 s.

Sigma SD15

Quello che colpisce della SD15 sono sia l’ergonomia che la silenziosità dell’otturatore. La mancanza di vibrazioni al momento dello scatto fa pensare che abbia le tendine foderate…

Quello che colpisce della SD15 sono sia l’ergonomia che la silenziosità dell’otturatore. La mancanza di vibrazioni al momento dello scatto fa pensare che abbia le tendine foderate…

Confronto tra sensori diversi, difficili da confrontare.

Confrontare due normali reflex ‘Bayer’ tra loro è semplice: basta guardare al megapixel. Fare un test tra Bayer e Foveon richiede che le reflex siano della stessa epoca e con risoluzioni effettive simili.
In rete diversi forum e siti di fotografia, provano a comparare la resa in nitidezza delle due tecnologie:

Sigma dichiara una resa del 300%, 4,7MP Foveon = 15MP Bayer

molti parlano di una resa intorno al 200%, mentre un post approfondito parla di una resa intorno ai 12MP.

La mia tesi è che la resa sia un po’ oltre il 200% in pratica,
4,7MP Foveon =10MP Bayer. Questo per limiti tecnici della seconda generazione Foveon X3

Inoltre i 2 sensori sono entrambi APS-C, di formato molto ridotto:
– 20.7 x 13.8 mm il Foveon X3 (x1.7 fattore di conversione da 35mm)
– 22.2 x 14.8 mm per il CMOS Canon (x1.6 fattore di conversione da 35mm)
Questo aiuta soprattuto per le ottiche.

 

La Location: il Villaggio di Crespi d’Adda, sito Unesco

Vista di Crespi d'Adda

Per poter fare un confronto fotografica avevo bisogno di una location significativa che condensasse diversi tipi di situazione: punti panoramici, lunghe prospettive con abitazioni, architetture con dettagli fini.

Una località con tranquillità di aggirarmi con 2 reflex sottobraccio senza dare nell’occhio… Il Villaggio di Crespi d’Adda è l’ideale, ed è anche un sito UNESCO, quindi la scelta.
Per saperne di più sul villaggio visita la relativa voce wikipedia.

Gli scatti a confronto

Nello scattare ho seguito il percorso turistico a partire dal punto panoramico.
Compatibilmente con le differenze di obiettivo, di esposimetro, ho cercato di scattare con gli stessi ISO, diaframmi e tempi di esposizione.

I file di seguito sono i RAW convertiti in jpg da Camera Raw, senza applicare regolazioni (neppure la nitidezza automatica, lasciata a 0).

Di seguito, gli scatti EOS 1000d a sinistra, e SD15 a destra

FOTO 1 — Vista del villaggio dalla collinaFOTO 1 — Vista del villaggio dalla collina • Sigma

FOTO 1 — Vista del villaggio dalla collina

 

FOTO 2 — Pannello con diorama e vista intorno . CanonFOTO 2 — Pannello con diorama e vista intorno • Sd15

FOTO 2 — Pannello con diorama e vista intorno

 

FOTO 2 — Pannello con diorama e vista intorno • SD15FOTO 2 — Pannello con diorama e vista intorno • SD15

FOTO 3 — I fiori lungo la scalinata

 

FOTO 4 — Architettura. La chiesa del Villaggio operaio • EOS 1000dFOTO 4 — Architettura. La chiesa del Villaggio operaio • SD15

FOTO 4 — Architettura. La chiesa del Villaggio operaio

 

FOTO 5 — L’entrata dello stabilimento e il camino • CanonFOTO 5 — L’entrata dello stabilimento e il camino • Sd15

FOTO 5 — L’entrata dello stabilimento e il camino

 

FOTO 6 — Facciate secondarie in prospettiva • CanonFOTO 6 — Facciate secondarie in prospettiva •SD15

FOTO 5 — L’entrata dello stabilimento e il camino

 

FOTO 7 — Zoom serale sulla cupola della chiesaFOTO 7 — Zoom serale sulla cupola della chiesa
FOTO 7 — Zoom serale sulla cupola della chiesa

Ingrandimenti con il lentino…

A livello di nitidezza, già nelle foto si nota la maggiore nitidezza nei dettagli delle immagini della SD15. Andando a zoomare con il pratico e impietoso lentino di Camera Raw, le differenze sono più nette.
I file X3F di destra non sono stati interpolati per arrivare a 10MP, ma lasciati al naturale a 4,7MP.

FOTO 1 — Sia nei dettagli del chiosco, che nelle tegole e le antenne, la precisione è maggiore nella SD15

FOTO 1 — Sia nei dettagli del chiosco, che nelle tegole e le antenne, la precisione è maggiore nella SD15

FOTO 1 — Sia nei dettagli del chiosco, che nelle tegole e le antenne, la precisione è maggiore nella SD15

 

FOTO 2 — Dettaglio del pannello in metallo, in controluce. Leggermente più nitido, ma nelle ombre la SD15 sembra ridurre il vantaggio.

FOTO 2 — Dettaglio del pannello in metallo, in controluce. Leggermente più nitido, ma nelle ombre la SD15 sembra ridurre il vantaggio.

FOTO 3 —I dettagli dei pistilli nei fiori sembrano bruciati a sinistra, ben incisi a destra

FOTO 3 —I dettagli dei pistilli nei fiori sembrano bruciati a sinistra, ben incisi a destra

FOTO 4 — Dettaglio il disco del lampione

FOTO 4 — Dettaglio il disco del lampione

FOTO 5 — In questo caso la EOS 1000d è meglio, nelle aree in ombra i MP extra aiutano a disegnare (parzialmente) le texture a righe. Ma nelle aree illuminate le cose si invertono.

FOTO 5 — In questo caso la EOS 1000d è meglio, nelle aree in ombra i MP extra aiutano a disegnare (parzialmente) le texture a righe. Ma nelle aree illuminate le cose si invertono.

FOTO 6 — Notevolmente meglio i dettagli delle foglie, oltre ad aloni piuttosto marcati nella 1000d. Le foglie a destra, benché in controluce, restano nette.

FOTO 6 — Notevolmente meglio i dettagli delle foglie, oltre ad aloni piuttosto marcati nella 1000d. Le foglie a destra, benché in controluce, restano nette.

FOTO 7 — Nelle zone in ombra livelli di dettaglio simili, ma le croci in controluce sono l’esempio perfetto di come in Foveon definisca i dettagli anche con un singolo pixel.FOTO 7 — Nelle zone in ombra livelli di dettaglio simili, ma le croci in controluce sono l’esempio perfetto di come in Foveon definisca i dettagli anche con un singolo pixel.
FOTO 7 — Nelle zone in ombra livelli di dettaglio simili, ma le croci in controluce sono l’esempio perfetto di come in Foveon definisca i dettagli anche con un singolo pixel.

 

Il verdetto

La SD15, guardando alla nitidezza mi ha sorpreso per come sia riuscita a catturare dettagli con una griglia di pixel output da soli 4,7MP.
La 1000d di riferimento però si è comportata bene come definizione nelle zone d’ombra, in quei casi superando la SD15 (foto 5 dettagli delle finestre).

Credo insomma che in sensore Foveon x3abbia una definizione che è molto valorizzata da una certa sovraesposizione. Il caso esemplare sono i dettagli fini delle antenne e delle croci stagliate sul cielo sereno: la Sd15 riesce a descriverli con nette righe di pixel neri, mentre il sensore Bayer della EOS 1000d, nonostante i suoi megapixel, finisce per sfumare con dei pixel di mezzitoni e un po’ di aberrazione cromatica ciano/rosso.

La sigma SD15 ed il sensore Foveon x3 di seconda generazione vincono la sfida nitidezza!

Guardando globalmente alle foto RAW non corrette, come fossero scatti in JPG, la 1000d si è dimostrata più affidabile, soprattutto nelle situazioni con esposizione contrastata. Nessuna foto sbagliata.
Le fotografie, benché con quei tipici toni un po’ slavati, risultano più gradevoli e luminose, con il giusto bilanciamento del bianco.

Le foto della Sigma SD15 al naturale sembrano leggermente verdognole/giallognole, e un po’ sottoesposte.
Inoltre, forse per la conoscenza del mezzo non approfondita, alcune foto di questa hanno presentato strane macchie di colore nelle luci!

 

Qua si è bruciata la pellicola… vecchi ricordi! Il Foveon è così simile alla pellicola?

Qua si è bruciata la pellicola… vecchi ricordi! Il Foveon è così simile alla pellicola?

Concludendo

Bene, dopo un pomeriggio di scatti e un paio (!) di videocomposizione al Mac si conclude questa sfida a colpi di foto turistiche, a… Crespi d’Adda.

La prova delle 2 reflex è di interesse relativo, in un 2018 dove si aggirano costosissimi apparecchi fotografici da 100.000 ISO e più, ma potrà tornare utile — prima o poi — a qualche appassionato fotografo che navigando cercasse confronti tra la SIGMA SD15 con il suo Sensore Foveon (gen2), ed una Canon del periodo 2008–2010.

P.S. Mi riservo di aggiornare la storia con le foto finali DOPO la post-produzione, una sfida nella sfida tra Camera RAW 10.x per la Canon, l’altra su Sigma Photo pro 6.x!

 

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Giovanni Minelli

Art Director & Cross media designer. Si occupa di progetti di pubblicità, graphic design e web design, con un focus su corporate image, UI e image manipulation. Sperimentatore delle nuove tecnologie ed insieme nostalgico della grafica anni '70 e dell'adv '80-90s; alla ricerca di una sintesi contemporanea delle tre.  Ma anche ex fumettista dilettante, blogger e venditore ebay.



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