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Noi viviamo in un futuro “pigro”?

Ho ripreso in mano a distanza di vent’anni un vecchio libro per ragazzi intitolato “Futuro”. Molte delle previsioni per il 2018/2020 sono ben lontane dal realizzarsi, ma ci sono alcuni campi al passo e altri meno…

Il futuro di vent’anni fa.

Mi è ricapitato in mano per puro caso un vecchio libro illustrato di DeAgostini che lessi da inizio adolescente intorno al 1998: il titolo, sognante è IL FUTURO.

Il libro passa via via a presentare le novità tecnologiche in arrivo, e — ambizioso — si lancia in una serie di previsioni. Cosa ancora più interessante, in quanto libro illustrato, prova a mostrare e visualizzare le possibili invenzioni future, tramite illustrazioni disegnate e rendering 3D.

Nota: Molte delle previsioni sono riferite proprio 2020, o a “vent’anni dopo”, quindi al nostro 2018.

Un futuro “pigro”

Una volta riletto tutto il libro, con una visione d’insieme del contenuto mi sono reso conto di una cosa: alcune invenzioni e scoperte sono arrivate, altre no. Come mi aspettavo.

Poi ho notato una cosa: si sono avverate le invenzioni legate ai consumatori e all’intrattenimento, (in molti casi anche in maniera “migliore” del previsto).

Invece tutte le invenzioni e i progressi più seri, legati ai trasporti, allo spazio, o a importanti conquiste mediche, non si sono avverati e non sono nemmeno vicini a esserlo.

A sinistra ecco l’ambizioso calendario di invenzioni, pensate anno per anno fino al 2035!

Quelle relative ai contenuti, ai giornali, ai telefoni e ai portatili sono state introdotte da Apple, pochi anni dopo:

  • giornali elettronici: l’ipad, lanciato nel 2010
  • videotelefono portatile: iphone 2G, lanciato nel 2007, ma estensivamente anche i telefoni Symbian e Nokia di un paio di anni prima
  • Denaro elettronico: Paypal nel 2007 sbarca in Europa, mentre al 25 novembre 2011 è disponibile in 190 paesi del mondo
  • Diffusione acquisti per via informatica: netto boom dell’e-commerce dal 2015.
  • Veicoli autopilotati su strade intelligenti: entro il 2020diverse compagnie potranno produrre auto a guida autonoma.

Tutte le altre invenzioni, quelle spaziali, o legate alla robotica, o alla medicina, sono state mancate.

Un assente: lo spazio

The ISS

Uno dei campi dove il nostro futuro sembra carente è quello dell’esplorazione spaziale.

La Stazione Spaziale Internazionale — seppur completata con qualche anno di ritardo — è operativa dal 2000 con La missione Expedition 1.
Intorno al 1998 era probabilmente già definita con precisione, ed è stata effettivamente rappresentata completata con fedeltà.

By the year 2020 there will be hotels and space stations around the earth, 450 km from the surface…

 

Ma il resto delle invenzioni “Spaziali” manca: qua sopra gli alberghi orbitanti previsti “entro il 2020”… Non pervenuti.
Missioni umane su Marte? niente in vista.
La Luna? Non ci andiamo da così tanto che qualcuno comincia a dubitare 🙂

Ma cos’è successo? Dal 2000 in poi i budget per lo spazio sono stati ridotti per motivi vari. L’incidente del Columbiaavvenuto il 1º febbraio 2003, portò a una sospensione del programma Shuttle, che venne poi successivamente chiuso nel 2011.

Ad oggi solo l’ambizione di Elon Musk e della sua Space X promette qualche novità futura sul tema spaziale. In un recente keynote, è stato presentato un ambizioso piano di colonizzazione di Marte.

Design di oggetti da futuro passato

Oggetti come smartphone e smartwatch sono stati intuiti, ma immaginati ingombranti e colorati proprio come l’informatica di quegli anni ‘90…

E proprio come in quel periodo, in cui ogni oggetto svolgeva una sola funzione, non si è intuita la concentrazione di funzioni tramite app in un solo device: ecco quindi il videotelefono mobile, il video-orologio e l’internet personale colorato per i ragazzi.

Ecco a voi iPhone e Apple Watch!
Un punto internet portatile, per ragazzi

OGM e genetica per tutti!

Essendo un futuro immaginato a metà anni ’90, la genetica non poteva mancare! Era uno dei trend del momento: tra clonazioni di pecore, scoperte sul DNA, e cosí via, ai tempi c’era un acceso dibattito.
Ecco quindi una infografica che — in pieno ottimismo pro OGM — ci spiega le potenzialità della patata mixata con la sogliola. 🙂

Negli anni successivi invece tutto questo ottimismo sugli OGM calò rapidamente…


Medicina del futuro

Anche la medicina, tra cure genetiche e nanomacchine (vedi sotto), sembra essere ben lontana dal raggiungere quei traguardi.

In questa illustrazione si vedono i nanorobot lavorare in una arteria.

Note: il concetto di nanomacchina è spesso citato in Metal Gear Solid, un videogioco uscito in quel periodo


Il grande assente, il global warming

Il global warming, in tutto il libro ha un piccolo box, ed è citato solo una volta. Negli anni ’90 era un problema non conosciuto, se non da una comunità di scienziati ed esperti.
Non c’erano ancora state anomalie percepibili, insomma “c’erano ancora le mezze stagioni”.

Futuro influenzato dall’oggi

Quando proviamo a immaginare, o anticipare il futuro, lo facciamo utilizzando schemi di pensiero, necessità, ansie e paure legate ai nostri tempi.

Ed ecco quindi un 2018 immaginato con stazioni spaziali e hotel orbitanti — sull’entusiasmo dei successi nell’esplorazione spaziale — ma anche genetica dappertutto, terapie genetiche e nanomacchine.
Ma anche robot già in grado di interagire e svolgere dei lavori, con il tipico ottimismo di chi guarda a un futuro lontano.

Il futuro è sempre creato a partire dal nostro presente e passato, con le sue mode, le sue ossessioni e i suoi valori.

In conclusione

Noi adesso, nel 2018 reale, abbiamo a che fare, in maniera molto concreta e imminente, con l’arrivo dei robot e con tutte le questioni morali che ne conseguono sul lato occupazionale, in quanto l’automazione potrebbe provocare disoccupazione di massa.
Il global warming intanto, lo viviamo già ora con gli incendi estivi in Grecia, California e Svezia(?!) causati dalla siccità, mentre i ghiacciai principali si ritirano di anno in anno.

Tutte queste preoccupazioni e incertezze stanno rendendo la gente e il mondo un po’ più tristi, o almeno parecchio più in pensiero che vent’anni fa.

Quindi un interrogativo finale: dal 1998 molte cose sono andate storte.
Dallo scoppio della bolla dotcom, all’attacco alle Twin tower nel 2001 e tutto il terrorismo successivo Al Qaeda e poi di nuovo il terrorismo ISIS, la grande crisi dal 2008 in poi, che ha ridotto gli investimenti nelle rinnovabili e nello spazio, i social network partiti bene ma poi diventati un covo di haters e strumento di controllo in mano ai populisti…

Ma… come sarebbe il nostro presente se non fossero state fatte scelte sbagliate? Sarebbe un futuro piú anni ’90 (più tollerante e piuù sereno)? Saremmo già andati su Marte?

La storia non si fa con i ma, ma il futuro sì!

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Giovanni Minelli

Art Director & Cross media designer. Si occupa di progetti di pubblicità, graphic design e web design, con un focus su corporate image, UI e image manipulation. Sperimentatore delle nuove tecnologie ed insieme nostalgico della grafica anni '70 e dell'adv '80-90s; alla ricerca di una sintesi contemporanea delle tre.  Ma anche ex fumettista dilettante, blogger e venditore ebay.



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